Staglieno in Argentina

Un souvenir inviatoci dal nostro amico Prof. Antonio Sgamellotti ci fornisce un ottimo spunto per parlare del successo di Staglieno oltreoceano. Anche se dal punto di vista ambientale e paesaggistico le differenze sono molte, il Cimitero Monumentale della Recoleta a Buenos Aires ha molti più punti in comune con l’omologo genovese di quanto ci si aspetterebbe. Il più importante complesso cimiteriale della capitale argentina nasce nel 1822, ma è solo nella seconda metà del secolo che la sua conformazione risente della committenza borghese che caratterizza la demografia del quartiere residenziale che dà anche il nome al cimitero.

Lo sviluppo economico e culturale di Buenos Aires nell’800 ha beneficiato dagli ampissimi scambi internazionali e di un massiccio flusso di immigrazione, prima di tipo “colto”, poi, nell’ultimo terzo dell’800, decisamente caratterizzato dalle masse di braccianti e manovali. Il fatto, ben documentato dagli storici, che nel quartiere dell’antico porto di Buenos Aires, la Boca del Riachuelo, la lingua più parlata fosse il genovese, la dice lunga sull’influenza dei commercianti e naviganti liguri sulla nascente Repubblica argentina.

Non deve dunque stupirsi chi, facendo visita al cimitero della Recoleta, si trovi di fronte a monumenti funerari in marmo identici a quelli custoditi nelle nicchie, nei porticati e nei boschetti del cimitero di Staglieno. I viali di questa incredibile città dei morti all’interno della metropoli sudamericana sono ricchi di imponenti statue di Giulio Monteverde, Santo Saccomanno, Federico Fabiani o Michele Sansebastiano, maestri scultori che abbiamo imparato a conoscere proprio grazie alle visite al cimitero di Staglieno. Nei prossimi approfondimenti su questo blog scopriremo il perché di queste singolari corrispondenze e le cause storiche della presenza simultanea delle stesse opere d’arte a Genova e nel resto dell’America Latina.

L.B.

 

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