Lo sguardo dell’artista (e del ricercatore) sulla morte

L’immagine della morte riaffiora continuamente nell’arte contemporanea, a dispetto della fugacità della memoria e del ricordo che caratterizza la nostra epoca. Nel 1990 Gino De Dominicis (1947-1998) realizza Calamita Cosmica: scultura di ventiquattro metri raffigurante uno scheletro umano con accanto un’asta d’oro tenuta in equilibrio da un potente magnete. La consacrazione dell’immagine dello scheletro al termine del XX secolo contrasta con l’idea di una società di massa orientata al superamento dei limiti fisici e organici sulla spinta dell’innovazione tecnologica (la pecora Dolly clonata in laboratorio nasce nel 1996). A dispetto della sua inquietante fenomenologia, Calamita Cosmica ottiene nel corso degli anni una notevole fortuna, venendo esposta all’aperto a Grenoble, Roma, Versailles, Milano e trovando definitiva collocazione nella ex Chiesa della Santissima Trinità a Foligno. Quest’oggi l’opera di De Dominicis è stata al centro di un seminario di tenuto dal Prof. Antonio Sgamellotti (Accademia dei Lincei, CNR, Università di Perugia) all’Università di Genova. L’analisi diagnostica sui materiali della scultura Calamita Cosmica ha rivelato aspetti essenziali della tecnica d’esecuzione e della composizione chimica delle strutture plastiche, permettendo di acquisire informazioni basilari per le azioni di conservazione e restauro del manufatto. La ricerca in campo scientifico e storico-artistico è in arrestabile e consente di affrontare trasversalmente problematiche risalenti a molti secoli fa così come alla stringente attualità. L’approccio scientifico allo scheletro gigante di De Dominicis è analogo a quello adottato per la diagnostica delle statue presenti nel cimitero di Staglieno e in tutte le sculture esposte all’aperto. L’iconografia scelta da De Dominicis per invadere gli spazi pubblici non può non riportare all’attenzione dello studioso le molteplici implicazioni filosofiche e sociali che la raffigurazione della morte non cessa di avere nell’epoca contemporanea: dalle grandi configurazioni cimiteriali dell’800 fino ai nostri giorni. LB

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