IL CIMITERO OTTOCENTESCO: LUOGO DI AFFERMAZIONE SOCIALE PER LE NUOVE CLASSI DOMINANTI

L’Ottocento può essere definito il secolo delle contraddizioni. La scienza, l’industria, la tecnologia, la comunicazione, la finanza, i trasporti intercontinentali, la fotografia, lo spettacolo e l’intrattenimento: tutto ciò, tra Europa e Americhe, si sviluppa in modo esponenziale, creando le basi per la nostra attuale società. Tuttavia, il progresso positivista si conquista a discapito di grandi tensioni e disagi sociali che colpiscono i protagonisti del secolo XIX: borghesia e proletariato. In una fase di transizione politica epocale, la borghesia è stretta tra il ruolo istituzionale che va via via conquistando e le nevrosi che attaccano il perbenismo e il puritanesimo che regolano i rapporti intimi e famigliari.

Come vedremo nei prossimi approfondimenti, i monumenti funerari, che fino a quel momento venivano riservati soltanto alla nobiltà e al clero, nell’Ottocento diventano prerogativa del nuovo attore economico e politico. La borghesia, con tutte le sue tensioni e le sue ambizioni, cerca nei moderni cimiteri urbani un autonomo modello di auto-rappresentazione simbolica, per  celebrare i propri valori individuali ma anche il nuovo ruolo pubblico acquisito.

L.B.

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